Romina Feltrina

Nel 2003 mi sono appassionata alla lavorazione del feltro naturale. Pezzi unici realizzati con l'antica tecnica dell'infeltrimento della lana grazie al solo uso di acqua e sapone fatto in casa come già avveniva nelle officinae di Pompei e nelle botteghe medioevali o rinascimentali di tutta Europa.

La lana di pecora Sambucana - razza autoctona delle montagne che abito - viene presa alla tosatura, pulita e lavata a mano, cardata e trasformata manualmente in mantelle,cappotti, giacche, gonne, corpetti, cappelli e altri mille accessori resistenti all’usura, termoisolanti, impermeabili, traspiranti, con tutte quelle caratteristiche tecniche che rendono unica e inimitabile la lana. Il feltro è l’essenza assoluta del naturale per essere coperti di calore, eleganza e leggerezza.

Le lane merinos vengono infeltrite assieme a sete purissime e creano i NUNO. Una tecnica giapponese che permette di ideare avvolgenti capi d'abbigliamento leggeri come carezze che inventano fantasie dove si leggono firmamenti di farfalle, cieli, terre, acque e giardini fioriti. Il tutto su spolverini, camicette, casacche, abiti, sciarpe e scaldacollo per proteggersi dai venti freddi. Capi di abbigliamento volutamente lontani dalle mode e dai clichet.

La produzione delle collezioni di Romina è iniziata nel 2009 a Parigi. Un'esposizione d’arte nata assieme alla poliedrica artista Fiora Gandolfi ed ispirata alla sua bellissima Venezia riflessa nelle sfumature misteriose delle acque di Canal Grande. L'ispirazione continua tutt'oggi nella natura selvaggia delle Alpi Marittime del paesino di Aisone. Anche i colori dei viaggi rimangono nei lavori di Romina, frutto dei suoi stages in Bolivia dove ha reinsegnato ai campesinos l'arte del feltro che avevano dimenticato.

Nelle opere di Romina Venezia continua ad essere fonte di ispirazione così come le è apparsa nel suo nuovo meraviglioso atelier di San Felice a Cannaregio 3694 a volte sommerso dall’acqua alta del Canal Grande!
I feltri-paesaggio di Romina ripetono la magia della prima trasformazione chimico-tecnica della storia dell’umanità. Creare senza inquinare oggetti ristrutturabili, tessuti-non-tessuti unici simili a dipinti, tessuti fedeli che ci accompagneranno negli anni, caldi e lavabili in lavatrice.

Je m’appelle Romina, en 2003 je me suis passionnée de feutre réalisé grâce à la plus antique technique de transformation de la laine en harmonie avec Dame Nature.
Je procède dans le respect des traditions:
de la pure laine des Alpes aux coleurs issues de fleurs
de l’eau chaude et du savon naturel de Marseille
une friction manuelle durable e prolongée
Les fibres de laine síentremèlent de façon definitive… ça y est, c’est feutré!
Chaque pièce est unique et d’une qualité exceptionnelle… un plausir à les créer!

Romina Dogliani, who lives in the Cuneo mountains in the Piedmont region of Italy, collect felt, that most primitive of fabric, the earliest in human history. Felt is the rough cloth
of modesty, the opposite of luxury, perfect for the real snob. She is working on a "felt-drive" to collect and reinvigorate this ancient fabric which doesn't have warp or weft, but is made by beating Sambucan sheep's wool for hours and hours then wetting it with warm water and natural soap, a process which hooks together the tiny fibres in the wool.
Little felt cloak, hand sculpted and mixed with merinos wool, other fabrics, fragments of silk and with small primitive chain embroidery added.